Tradizioni e curiosità della splendida Campania

Le tradizioni e le curiosità della splendida Campania: terra di storia, arte e cultura.

La Campania non è solo luoghi comuni, ma anche complessità e per alcuni versi completezza. La Regione sforna contraddizioni a gogò, bellezze, curiosità, cultura e sovente anche bruttezze. Ma forse la base sua bellezza sta proprio qua: quando tutto sembra volgere al bello, c’è sempre qualcosa che riesce a rovinarne l’immagine di fondo; quando tutto sembra volere al brutto, c’è sempre qualche particolare che la rivaluta e ne eleva l’immagine fino ad arrivare ai massimi livelli.

Questa è in fondo la Campania, che all’estero, per molti versi, identificano spesso con la nostra intera nazione. Perché non c’è dubbio che purtroppo, evocando uno pseudo-romanticismo che forse non c’è più, nel mondo esiste ancora una sorta di identificazione fra Italia da una parte e la triade sole-pizza-spaghetti.

Ma questa triade, nell’immaginario collettivo nazionale, cos’altro è se non la Campania stessa? Le montagne del Trentino, le coste della Sardegna, e perfino le bellezze di Roma o Venezia, a confronto, sembrano non identificare così bene il nostro Paese, come la descrizione di cui sopra.

Tutto questo a prescindere dall’altro ben noto luogo comune Italia uguale mafia, ovviamente. Nel caso della Regione, abbiamo Campania uguale camorra. Ma lasciamo stare i luoghi comuni e veniamo a quello che più ci interessa, vale a dire le realtà che la terra del Vesuvio sforna per il nostro diletto e godimento, le tradizioni e le curiosità della Campania.

In qualche misura l’aspetto gastronomico è assorbente, riassuntivo delle tradizioni di una terra. Non è un mistero per nessuno che nel mondo si apprezza infinitamente la cucina italiana, e la cucina italiana esprime i suoi massimi livelli in Campania, dove la cosiddetta dieta mediterranea trova il suo alveo più proprio, si colloca quasi naturalmente e probabilmente ha eletto residenza proprio in questa regione.

Tradizioni e curiosità della splendida Campania

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La pizza napoletana, oggi patrimonio Unesco, è la regina incontrastata di questa terra. Non solo un piatto da mangiare, ma una tradizione, un brand, una cultura. La classica, con mozzarella, pomodoro e basilico, è la Campania stessa.

Dicono che questo piatto tricolore fu inaugurato in onore della Regina Margherita di Savoia in occasione della sua visita a Napoli, ma probabilmente il piatto esisteva anche prima. Poi c’è il calzone fritto, con ricotta, salame, sugo di pomodoro, mozzarella e ciccioli; una delizia per il palato anche se un po’ meno per il fegato.

Poi ci sono gli spaghetti, che contendono la primogenitura alla Cina. Ma chi conosce gli spaghetti cinesi e chi non conosce gli spaghetti napoletani? E ancora le zite, una pasta cotta al forno.

Le zite sono una pasta curiosa, particolare: di solito è cotta al forno e contiene carne trita di maiale, caciocavallo, strutto, salsiccia o salame, uova e spezie. Per non parlare della pastiera napoletana, fatta di pasta frolla e ricotta fresca, chicchi di grano bollito nel latte, frutta candita, uova, zucchero e spezie.

E parliamo, fra le curiosità della Campania, di ciò che non si conosce del tutto, cioè tutto quello che non è Vesuvio, Costiera Amalfitana e pizza. Le sagre e le feste tradizionali, ad esempio. Il 19 settembre a Napoli c’è la festa di San Gennaro, col famoso, ambiguo e ineffabile miracolo dello scioglimento del sangue. A Napoli poi la tradizione del presepio raggiunge livelli eccelsi: soprattutto il cosiddetto Presepe Cortese, distinto da quello della Chiesa per le sue ambientazioni scenografiche.

Ad Avellino nel mese di Agosto si svolge il famoso Palio della Botte, una splendida rievocazione medievale. E sempre ad Avellino c’è la Zeza, un evento carnevalesco spumeggiante d’eccezione. A Benevento c’è la tradizione delle Streghe, e in Provincia di Salerno non si può perdere la popolare Infiorata, a San Valentino Torio, la terza domenica di Settembre; così come a Salerno stessa, il 17 gennaio c’è la Notte del Fuoco, con Sant’Antonio Abate protagonista, patrono del Fuoco e dei ceramisti. E, infatti, troviamo qui splendide ceramiche di ogni tipo.

Campania alternativa, quindi, Campania tutta da scoprire, fatta non solo di luoghi comuni, ma di curiosità e tradizioni particolari.

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