Volturno, il fiume più lungo della Campania e le sue caratteristiche

Volturno il fiume piu lungo della Campania

Il fiume più lungo della Campania e le sue caratteristiche: conosciamo il Volturno.

Certo la Campania non è famosissima per i suoi fiumi, lo è per mille altri motivi. Se si parla della Campania, vengono subito alla mente il Vesuvio, Napoli stessa, Capri, la Costiera Amalfitana, Pompei ed Ercolano, e quant’altro.

Tutte caratteristiche uniche che non si trovano in altri posti del nostro Paese e probabilmente nel mondo. Tant’è che, come noto, in questa regione ci vengono da tutto il pianeta per vistarla, per fotografarla, per acquistare oggetti d’artigianato, per vivere in tranquillità una serie di emozioni difficilmente ripetibili sotto il profilo ambientale, artistico, culturale.

Per non parlare della storia, della musica, del teatro, che in Campania, e non solo nel Napoletano, hanno dato luogo a tradizioni, culture ed eventi che, nel corso dei secoli, sono stati motivi di vanto per una Regione e per le sue popolazioni. Tuttavia, nel descrivere e nell’apprezzare questa regione, non ci si deve limitare solo all’elencazione delle cose e degli aspetti più o meno conosciuti, quelli più noti nell’immaginario collettivo.

Si deve avere la curiosità di andare a cercare anche quelle caratteristiche meno note, ma che possono essere comunque d’interesse, e come tali rimarchevoli. Ad esempio non sempre viene considerata l’idrografia della Campania, con i suoi fiumi e i suoi laghi, comunque degni di nota e di interesse. I laghi sono quasi tutti di piccole dimensioni. Fra questi abbiamo il Lago di Conza, il Lago Laceno e il Lago San Pietro nell’Avellinese.

Poi abbiamo i laghi Falciano e Matese nel Casertano; e ancora il Lago d’Averno, il Lago Lucrino, il Lago Fusaro, il Lago Miseno e il Lago Patria nella zona del Napoletano. Infine, e non perché meno importante, il Lago Telese nel Beneventano. Per quel che riguarda i fiumi, come ricordavamo all’inizio, in realtà sono pochi, anche se abbastanza significativi. Non sono molto lunghi e il loro percorso è solitamente abbastanza tortuoso.

C’è il Sele, lungo circa 65 chilometri, che taglia in lungo l’intera area del Salernitano. Ha come affluenti principali il Tanagro e il Calore Lucano, lunghi rispettivamente 100 e 70 chilometri. Poi c’è l’Ofanto, che, unico, si getta nell’Adriatico, al contrario degli altri che naturalmente sfociano nel Tirreno. Poi alcuni corsi d’acqua minori, come l’Alento, il Sarno, il Mingardo, il Bussento, il Picentino, il Lambro, il Tusciano, il Tammaro, il Calore Irpino e il Canale Regi Lagni.

Volturno il fiume più lungo della Campania

Volturno il fiume piu lungo della Campania

Ma il fiume più lungo della Campania, e probabilmente anche il più importante, è il Volturno, con i suoi 175 chilometri e un bacino esteso per circa 5.500 chilometri quadrati. In latino il fiume era chiamato Vulturnus o Olotronus. Questo corso d’acqua nasce in Molise, nei monti delle Mainarde, presso Rocchetta a Volturno, per poi attraversare la Provincia di Caserta, bagnando fra gli altri Capua. Alla fine del percorso sfocia nel Tirreno nei pressi di Castel Volturno, cittadina che evidentemente deve il suo nome anche a questo fiume.

Questo corso d’acqua risulta essere il principale del Mezzogiorno sia per lunghezza sia per portata. Viene citato da diversi autori Latini, come Lucano, Claudiano, Stazio e altri. A causa della scorrere veloce delle sue acque nei periodi di piena, veniva definito anche Volturnus rapax o Volturnus celer. Le acque del Volturno vengono impiegate principalmente per l’irrigazione e la produzione di energia elettrica, secondariamente anche per la pesca e la nautica sportiva.

Lungo il corso del fiume si possono trovare con una certa facilità il pioppo, il salice bianco e il salice rosso, nonché, verso la fine del suo percorso, la canna di palude. Per quel che riguarda la fauna presente nei suoi pressi, sovente vi troviamo aironi bianchi, germani reali, tuffetti, svassi maggiori, bisce d’acqua, vipere, ramarri. Un fiume, il Volturno, che vale la pena di scoprire con una bella gita a carattere naturalistico.